Grande affluenza al confronto sulla Riforma Costituzionale

img_3457 img_3459img-20161110-wa0001Il confronto fra Salvatore Puzzo e Alessandro Messina,  è stato di grande interesse, le domande che il Comitato aveva preparato,  ha stimolato i cittadini presenti.

Sono state molte le domande dei Brisighellesi ai due relatori che hanno risposto in modo puntuale, cercando di chiarire i dubbi su una materia non facile da comprendere

Grazie a tutti

Istantanee di un percorso

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Nelle Foto da sinistra:

Luca Martinelli giornalista delle rivista indipendente Altreconomia mentre presenta al pubblico presente al Festival dei Beni Comuni dedicato al SUOLO  “LA GIUDA AL VINO CRITICO” edito da Altreconomia.

Nell’altra foto l’albero dei pensieri sul suolo, ricco di pensieri in difesa del suolo e non solo.

L’albero dei pensieri ha rappresentato e rappresenta il Comitato Brisighella Bene Comune,  dove tutti i cittadini possono appendere un pensiero o una idea da realizzare insieme.

 

FESTIVAL dei BENI COMUNI a Brisighella

 

FBC2015_ADV-A5Il 4-5-6 Settembre si svolgerà il primo Festival dei Beni Comuni a Brisighella nella suggestiva cornice del Convento dell’Osservanza organizzato dal Comitato Brisighella Bene Comune piccolo esperimento di democrazia partecipata e dalla Agri.Comes Coop Sociale Agricola di Marradi che curerà la serata di pre-festival l’11 Agosto.

In questa prima edizione ci concentreremo sul tema del Suolo: la sua importanza, la sua difesa, le sue emergenze e la sua valorizzazione.

Il Festival nasce quale luogo aperto per discutere, confrontarsi, condividere esperienze, partendo dal nostro territorio per passare alla scala nazionale.

Tre giorni in cui Brisighella, uno dei borghi più belli d’Italia sarà teatro di un esperimento culturale fatto di musica, spettacoli, dibattiti, arte, benessere e una particolare attenzione al mondo dell’agricoltura biologica come esperienza fondamentale per la difesa del suolo e del paesaggio.

Ma parleremo anche di imprenditoria, di stat-up e di giovani perché il suolo è sempre un luogo abitato.

Il Festival si svolge in collaborazione con: Rivista Altreconomia, Circolo Legambiente – Faenza, Fondazione Dalle Fabbriche, Gruppo Garum, Manitese Faenza, Associazione Peter Pan, Ristorante Diffuso Brisighella.

A brevissimo il programma definitivo.

 

RIPETITORI DELLE FS: PROSEGUE L’INSTALLAZIONE NEI CENTRI ABITATI DEL NOSTRO COMUNE

In questi giorni abbiamo assistito alla realizzazione dei basamenti in cemento armato per la posa in opera di tralicci per l’installazione di antenne ad uso delle Ferrovie dello Stato. Dopo aver realizzato l’antenna di San Martino in Gattara le FS si preparano alla installazione di quelle di Strada Casale e Brisighella. La prima antenna prevista a Sant’Eufemia è stata spostata incredibilmente a Strada Casale (centro sicuramente più abitato) e non ne conosciamo i motivi.

Per quanto riguarda quella di Brisighella i cittadini potranno farsi un’ ultima bella passeggiata in via Masironi con a sinistra il Convento dell’Osservanza e a destra il giardino di Palazzo Spada perché tra poco percorrendo la stessa strada si ritroveranno un traliccio alto svariati metri (si parla di 24 – dato non confermato).

Una soluzione incredibile a fianco di un complesso conventuale del ‘600, attaccata ad un parco secolare vincolato dalla Sopraintendenza ai beni Architettonici, in posizione ben visibile dal centro e dai tre colli!!

Appurato che queste antenne ad esclusivo uso delle ferrovie non hanno un emissioni preoccupanti (dati ARPA) ci poniamo comunque alcune domande:

– perché quando si parla di antenne i cittadini non vengono mai informati e se le ritrovano dalla sera alla mattina nei loro centri abitati e magari vicino alle scuole?

– possibile che non vi fosse altra tecnologia che evitasse un impatto ambientale di questo genere?

– possibile che non si potesse in qualche modo frapporsi alle FS per evitare tale installazione?

Il nostro impegno per l’approvazione da parte dell’Amministrazione di un regolamento e di un piano antenne che regolamenti sul nostro territorio la presenza di ripetitori continua.

 

 

APPROVATO IN CONSIGLIO COMUNALE L’O.D.G. CONTRO L’USO DEI DISERBANTI

Venerdì 24 Aprile è stato approvato (7 voti favorevoli, 1 contrario, 2 astenuti) in Consiglio Comunale un ordine del giorno che prevede:

– l’eliminazione immediata dell’uso dei diserbanti in tutte le aree sensibili (parchi, scuole, ….)

– una campagna di sensibilizzazione indirizzata ai cittadini che informi sui pericoli derivanti dall’uso dei pesticidi ed erbicidi.

ed impegna il Sindaco e la giunta a:

– l’eliminazione immediata dell’uso dei diserbanti in tutte le aree sensibili

– all’uso della procedura prevista dalla Regione Emilia Romagna in caso di uso di diserbanti nelle aree non sensibili

– ad avvisare la popolazione esposta come previsto dalla normativa vigente

– alla progressiva estensione della rinuncia di uso dei pesticidi su tutto il territorio comunale anche attraverso la formazione del personale in capo all’Amministrazione.

E’ LA PRIMA GRANDE VITTORIA DEL COMITATO CHE DA CIRCA 2 ANNI E’ IMPEGNATA NELLA SENSIBILIZZAZIONE AL TEMA E NEL SEGNALARE IL NON RISPETTO DELLE NORME. GRAZIE AL GRUPPO NO PESTICIDI PER L’IMPEGNO E LA DEDIZIONE DI TUTTI QUESTI MESI.

 

PER NOI IL FUTURO NON VA NELL’INDIFFERENZIATA

bozza_volantino_6_maggioMERCOLEDI’ PROSSIMO 6 MAGGIO SI TERRA’ UN IMPORTANTE INCONTRO:
Un confronto con i candidati sindaco di Faenza sul tema dei rifiuti. Alle ore 20,45 alla Sala delle Associazioni in Via Laderchi 3 – Faenza.

Questo incontro è importante anche per noi di Brisighella perché, anche se si parla di elezioni comunali NON nostre, le scelte che verranno fatte dal sindaco che sarà eletto a Faenza a maggio avranno un effetto importante sul sistema di raccolta dei rifuti a Brisighella, sul peso delle bollette e sulla salvaguardia dell’ambiente con la riduzione dei rifiuti che vanno conferiti agli inceneritori.

Il Gruppo di Lavoro sui Rifiuti del Comitato Brisighella Bene Comune ha partecipato attivamente alla realizzazione di questa serata affiancando le associazioni, i comitati e i cittadini che chiedono una raccolta differenziata che porti a Rifiuti Zero. Il gruppo di lavoro ha ben documentato ai sindaci in lizza che la raccolta differenziata spinta non solo riduce il materiale bruciato negli inceneritori romagnoli causa di un inquinamento su tutto il territorio, ma riduce la bolletta dei cittadini che negli ultimi anni è cresciuta costantemente. In cambio di un piccolo impegno personale a casa nostra, un GRANDISSIMO risultato per l’ambiente, il territorio, il bilancio economico delle famiglie e il senso di civiltà comune.
Partecipare alla serata significa essere parte attiva delle scelte delle amministrazioni di un Bene Comune come la gestione dei nostri rifiuti.

APPROVATO IN CONSIGLIO COMUNALE IL PAES: IL NOSTRO GIUDIZIO

Il PAES – ossia il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile – uno strumento probabilmente abbastanza sconosciuto alla maggioranza dei cittadini, seppur in ritardo, sta per essere approvato, anche dai Comuni della Romagna Faentina, come è avvenuto in gran parte dei territori limitrofi.

Si tratta di una serie di impegni degli Amministratori che hanno firmato un accordo volontario europeo – il “Patto dei Sindaci” – per raggiungere e superare gli obiettivi fissati dalla UE al 2020 (riduzione del 20% delle emissioni di Co2 e del 20% dei consumi energetici; aumento del 20% della produzione da fonti rinnovabili). Obiettivi importanti, anche per contrastare l’effetto serra e i cambiamenti climatici in corso, da raggiungere con l’impegno “a mobilitare la società civile al fine di sviluppare, insieme a loro, il Piano di Azione”, come sta scritto nel “Patto”.

Finora non si è vista una grande mobilitazione, le Amministrazioni, per discutere le prime bozze, hanno individuato come “stakeholders primari” (ossia i primi portatori di interesse) gli ordini professionali, le Associazioni di categoria, gli Istituti bancari e finanziari. Come associazioni ambientaliste abbiamo obiettato di essere stati esclusi e che molti altri sono i portatori di interesse, sia nel mondo associativo (comitati di cittadini, sindacati dei lavoratori, dei consumatori, degli inquilini,  ecc.) sia, in ultima analisi, soprattutto tutti i cittadini.

Nel merito delle prime bozze del Piano, abbiamo giudicato poco ambiziose e poco adeguate le azioni, con numerosi elementi di criticità, e avanzato diverse proposte alternative.

Alcune sono state, almeno in parte, prese in considerazione: sulla partecipazione delle associazioni e dei cittadini nel futuro processo di applicazione del piano; l’aggiunta di una (seppur piccola) azione sulla mobilità; il potenziamento di una azione sull’efficienza energetica degli edifici; l’indicazione di un piccolo impianto di produzione idroelettrica e la disponibilità ad approfondire la possibile diffusione di Sistemi Efficienti di Utenza, e infine lo spostamento, da azione effettiva a riserva, dell’azione sulla promozione all’acquisto di energia verde (che era una misura puramente virtuale, dato che a Faenza quasi tutta l’energia elettrica è prodotta da biomasse, quindi considerata verde, nonostante gli altri impatti ambientali).

Sono invece state praticamente respinte quelle che riguardano le questioni legate ai rifiuti (salvo lo spostamento da riserva ad effettiva dell’azione su un piccolo rafforzamento della raccolta differenziata).

Non siamo soddisfatti, il Piano potrebbe essere ben più efficace e coerente, ma segnaliamo che le modifiche migliorative sono dovute unicamente alle proposte di alcuni cittadini e delle nostre associazioni, dimostrando l’importanza di un vero processo partecipativo, che deve essere rafforzato e reso stabile.

A questo punto auspichiamo che le prossime discussioni nei Consigli Comunali, non si limitino ad una presa d’atto, ma possano introdurre ulteriori elementi di miglioramento del piano.

Per quanto ci riguarda, continueremo la nostra iniziativa per una applicazione coerente delle misure più efficaci e per introdurre miglioramenti, anche in corso d’opera, rilanciando alcune questioni, che le Amministrazioni hanno voluto escludere dal confronto sul PAES, ma che per noi sono comunque attinenti, a partire dalla grande questione della gestione del ciclo dei rifiuti e dell’azzeramento della loro combustione.

Per approfondire l’intera questione, segnaliamo che i documenti completi, incluso le nostre osservazioni, sono disponibili  a questo link:

http://www.comune.faenza.ra.it/Citta/Rapporti-internazionali/Il-Patto-dei-Sindaci/Il-documento-del-Piano-di-Azione-per-l-Energia-Sostenibile-PAES

Faenza, 27 marzo 2015

                                   Massimo Sangiorgi “Circolo Legambiente Lamone” di Faenza

Davide Rava “Comitato Brisighella Bene Comune” di Brisighella

Alessia Bruni “Comitato ambiente e paesaggio” di Castel Bolognese

Damiano Cavina “Comitato acqua Bene Comune”

Vittorio Bardi “Si rinnovabili No nucleare”

Andrea Venturelli “Comitato Debito pubblico: decido anch’io”

Gianmarco Carcioffi “WWF Faenza”

Giovanna Brondino “Presidente Ass.ne Gruppo Acquisto Solidale di Faenza”

Natale Belosi “Referente Rete rifiuti zero Emilia Romagna”

Gigliola Cordiviola “Ecoistituto Ecologia scienza e società Faenza”

COMUNICATO STAMPA: NO AL POTENZIAMENTO DELL’INCENERITORE DI FAENZA

qui sotto il nostro comunicato stampa congiunto con le altre associazioni ambientaliste di contrarietà all’ampliamento dell’inceneritore della società Enomondo di Faenza:

Come Associazioni ambientaliste territoriali, che si sono occupate del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES), siamo già intervenuti anche sulla grande questione del ciclo dei rifiuti e della necessità dell’azzeramento della loro combustione.

Con queste argomentazioni sosteniamo le richieste, a partire dalla contrarietà all’ampliamento della capacità di combustione di Enomondo, contenute in una petizione che il CIF, Comitato contro gli Inceneritori Faenza, sulla quale si stanno raccogliendo in questi giorni firme di cittadini.
A nostro avviso, il primo obiettivo, da raggiungere ancora prima della fine del mandato della Giunta e del Consiglio Comunale attuali, dovrebbe essere quello di fermare l’esame per l’autorizzazione del progetto di ampliamento presentato da Enomondo, in attesa di poter verificare, dalla documentazione ufficiale, che tale progetto non aumenti la potenza degli impianti di produzione termoelettrica e la quantità di biomasse utilizzate, che dovrebbero provenire esclusivamente da una “filiera corta”, escludendo l’utilizzo di nuove quantità di rifiuti.

La combustione dei rifiuti rappresenta (al 2010, secondo dati riportati dal Piano regolatore dell’Energia del Comune) il 12% delle emissione di CO2 a Faenza. Il contributo della combustione dei rifiuti all’inquinamento atmosferico in termini ad esempio di polveri sottili, per ora non quantificato, è quindi sicuramente una frazione importante dell’inquinamento dell’aria che respiriamo.

Purtroppo si è appreso, dalla risposta dell’Assessore competente ad una nuova interpellanza sull’argomento, che la Commissione provinciale sarebbe orientata a trasformare l’attuale procedura di screening in una di Valutazione di Impatto Ambientale, non rendendo pubblica la documentazione del progetto prima della fine del procedimento (documentazione che la Giunta ha dichiarato di conoscere).

Inoltre, noi pensiamo, che non sia sufficiente impedire l’ampliamento degli attuali impianti di Enomondo, ma occorra chiedere che venga completamente eleminata la combustione di rifiuti (CDR, CSS, Sovvalli) attualmente autorizzati, in tutti gli impianti sul territorio comunale Nel territorio provinciale è già stato raggiunto l’obiettivo di produzione di energia da biomasse, pertanto non deve più essere autorizzato un aumento della potenza di questi impianti e il relativo utilizzo di biomasse, in particolare, anche in coerenza con il Piano Provinciale di Tutela e Risanamento della Qualità dell’Aria (PRQA) che, per Faenza, indica di predisporre piani di azione a breve termine per il miglioramento della qualità dell’aria.

A quest’ultimo proposito la legislazione nazionale impone giustamente controlli sulle emissioni di ogni caldaia, anche nuova e a metano, impone controlli sulle emissioni dei mezzi di trasporto, per importi a carico dei cittadini altissimi.

Se ai cittadini sono imposti controlli e limitazioni sulle emissioni, come possono le Amministrazioni non cercare di limitare/eliminare la combustione dei rifiuti?

Ci sembra doveroso chiedere che Comune, ARPA e AUS, per le rispettive competenze: – quantifichino le sorgenti di emissioni dell’inquinamento atmosferico;

– quantifichino i danni per la salute dovuto all’inquinamento atmosferico, e specificatamente alla combustione dei rifiuti;

– rendano pubblici i dati sull’origine dei rifiuti bruciati;

– rendano pubbliche le sovvenzioni pubbliche alla produzione di energie per combustione di rifiuti e biomasse; – rendano pubblici i bilanci energetici degli impianti di produzione di energia e come sono calcolati. Queste richieste sono in linea con le applicazioni di obblighi e leggi che Enti e Amministrazioni Pubbliche hanno. Il diritto delle persone ad essere informate per quanto riguarda salute ed ambiente è un diritto riconosciuto dai trattati e dalle leggi. I dati ambientali e le politiche ambientali, per legge, devono essere pubblicate sulle pagine della trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Di tutto questo è necessario discutere pubblicamente, e giustamente mobilitare i cittadini anche con la raccolta di firme, evitando che il clima della campagna elettorale induca a firme e adesioni strumentali, anche da parte di chi non si è mai occupato di queste fondamentali questioni per la qualità della salute e della vita dei cittadini.

 

Faenza, 18 aprile 2015

 

Massimo Sangiorgi “Circolo Legambiente Lamone” di Faenza; Davide Rava “Comitato Brisighella Bene Comune” di Brisighella; Alessia Bruni “Comitato ambiente e paesaggio” di Castel Bolognese;  Damiano Cavina “Comitato acqua Bene Comune”; Vittorio Bardi “Si rinnovabili No nucleare”; Andrea Venturelli “Comitato Debito pubblico: decido anch’io”; “WWF Faenza”; Giovanna Brondino “Presidente Ass.ne Gruppo Acquisto Solidale di Faenza”; Natale Belosi “Referente Rete rifiuti zero Emilia Romagna” ; Gigliola Cordiviola “Ecoistituto Ecologia scienza e società Faenza”.